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Roma monumenti Basilica di San Clemente

Roma: la Basilica dove si trova l'affresco antenato del fumetto

Poco pubblicizzato l'edificio sacro di Via Labicana è una delle più valide attrattive della Capitale grazie ai numerosi elementi architettonici e ai meravigliosi affreschi

Affresco della Basilica di San Clemente
©Basilica di San Clemente
Roma, Basilica di San Clemente: affresco della Leggenda di Sisinno e Alessio
In Via Labicana 95, a Roma, si trova una delle più valide attrattive della capitale, la Basilica di San Clemente, che si presenta con elementi medievali e rinascimentali. Non è molto conosciuta ai più, eppure vanta tesori preziosi che vale la pena scoprire. L'attuale struttura è stata edificata al di sopra di due antichi edifici interrati, il più vecchio dei quali risalente al I secolo d.C. Venne realizzata nella seconda metà del IV secolo sopra una domus romana del III secolo. Questa antica struttura è costituita da una serie di piccole stanze con volte a botte, in una bellissima opera quadrata di tufo. Alle sue spalle fu costruita una domus di due piani i cui ambienti conservano ancora parte della decorazione in stucco sulle volte e si affacciavano su un cortile esterno.

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Nel III secolo una parte della casa fu trasformata in mitreo, un santuario dedicato al dio Mitra, ornato da una volta stellata e decorato con pomici al fine di rendere l’ambiente simile ad una grotta, secondo quanto prescritto dal culto. Un’ulteriore trasformazione dell’edificio avvenne con la realizzazione di una grande aula di tipo basilicale comunicante con l’esterno tramite una serie di cortili. Una sorta di grande sala di riunione che fu poi trasformata nel IV secolo nella basilica vera e propria, con l’inserimento dell’abside sul fondo e divisa da due file di colonne in tre navate. Tra i magnifici affreschi che decorano l’intera ci sono pitture con papa Leone IV, quelle con le storie dei Santi Alessio e Clemente e una Madonna con Bambino. C’è anche un interessante seppur piccolissimo complesso catacombale, composto da un unica galleria e scoperto casualmente nel 1938. Si tratta di pochi sepolcri ad inumazione, probabilmente risalenti al V o VI sec. d.C.

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I linguisti conoscono bene l’importante testimonianza per lo studio della lingua italiana che si trova ammirando l’affresco della Leggenda di Sisinno, databile tra il 1084 e il 1100, che narra un miracolo di San Clemente. Si racconta che il pagano Sisinno voleva vendicarsi di Clemente, colpevole di avere fatto convertire sua moglie al cristianesimo. I tre schiavi che erano stati incaricati di condurlo, in catene, al supplizio, si resero conto che il posto del prigioniero fu preso da una pesante colonna di  pietra. Nell’affresco, da molti paragonato ad un antenato del fumetto, ci sono alcune parole in volgare pronunciate da Sisinno, mentre la morale conclusiva di Clemente è in latino. Ecco dunque che già all’epoca si delineava la distinzione tra la lingua utilizzata dagli uomini di chiesa e quella adoperata dai ceti popolari.

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