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Hadid, mostre, Picasso, Hokusai, Roma

Roma Capitale dell'arte

Weekend culturale con le mostre dedicate a Zaha Hadid, Picasso e Hokusai 

Zaha Hadid 
Ph: Harald Wisthaler, courtesy Zaha Hadid Architects
Zaha Hadid - Messner Mountain Museum, Plan de Corones, 2015
A distanza di circa un anno dalla sua scomparsa, il MAXXI dedica a Zaha Hadid una mostra che intende evidenziare l’intenso e duraturo rapporto dell’architetto con il nostro paese, a partire dagli edifici che qui ha realizzato per estendersi al design e al made in Italy. È la personale “L’Italia di Zaha Hadid” che a cura di Margherita Guccione, Direttore Maxxi Architettura, e Woody Yao, Direttore Zaha Hadid Design rimarrà visitabile fino al 14 gennaio 2018. Considerata come uno degli architetti più influenti e visionari del nostro tempo, prima donna vincitrice del prestigioso Pritzker Prize, Zaha Hadid ha ridefinito l'architettura del XXI secolo e catturato l'immaginazione di tutto il mondo.
 
Le Scuderie del Quirinale celebrano Pablo Picasso con una grande mostra che si inserisce nel progetto Picasso Méditérranée del Musée National Picasso di Parigi. Si tratta della mostra PICASSO. Tra Cubismo e Classicismo: 1915-1925 che apre oggi i battenti al pubblico e racconta un decennio di carriera dell’artista a seguito del suo viaggio in Italia. Ricordiamo infatti che a 36 anni Picasso arriva per la prima volta in Italia assieme a Jean Cocteau e Igor Stravinsky al seguito della compagnia dei Balletti Russi di Sergej Djaghilev. Ed è proprio a Roma, mentre preparava i costumi e le scene per i Ballets Russes che l’artista avrebbe conosciuto e si sarebbe innamorato di Olga Kochlova, prima ballerina della compagnia.
 
Non solo la “Grande Onda”, ma anche le vedute del Monte Fuji, i volumi dei primi Manga e i dipinti di draghi, leoni tigri e carpe. É la mostra Hokusai. Sulle Orme del Maestro che a partire da oggi è visitabile al Museo dell'Ara Pacis. Hokusai deve la sua fama universale alla “Grande Onda” parte della serie di Trentasei vedute del monte Fuji e all’influenza che le sue riproduzioni ebbero sugli artisti parigini di fine Ottocento, tra i quali Manet, Toulouse Lautrec, Van Gogh e Monet, protagonisti del movimento del Japonisme. Nel corso della sua carriera Hokusai ha esplorato soggetti di ogni tipo: dal paesaggio alla natura, animali e fiori, dal ritratto di attori kabuki a quello di beltà femminili e di guerrieri, fino alle immagini di fantasmi e spiriti e di esseri e animali semileggendari. 
 
 
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