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Patrimoni Unesco Italia: Le Dolomiti

Perchè le Dolomiti sono Patrimonio Unesco

La "più bella opera architettonica del mondo", vanto italiano, si deve alla natura

3 Cime di Lavaredo
©iStockphoto
Tra le Dolomiti spiccano le 3 Cime di Lavaredo
“Pareti, torri, guglie, forcelle, creste in tale moltitudine da costituire un’attrattiva irresistibile per chiunque ami la montagna. E poi le forme fantasiosi e mutevoli, il continuo variare dei colori, il contrasto tra le dolci praterie e la verticalità delle crode che danno vita ad un fascino unico”.  Sono alcune parole che il grande Reinhold Messner ha usato per descrivere le Dolomiti, entrate a far parte dei Patrimoni dell’Unesco nel giugno del 2009. Sono nove sistemi montuosi che comprendono una serie di paesaggi montani unici al mondo e di eccezionale bellezza naturale, oltre che possedere un complesso di valori di importanza internazionale per le scienze della Terra.

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Come la grande quantità e concentrazione di formazioni carbonatiche estremamente varie e le caratteristiche geologiche che forniscono uno spaccato della vita marina nel periodo Triassico, circa 250 milioni di anni fa, quando si sono formate grazie all’accumulo di conchiglie, coralli e alghe in zone con latitudine e longitudine diverse dall’attuale. Sul fondo dei mari si sono andati ad accumulare centinaia di metri di sedimento che si sono poi trasformati in roccia, e con il successivo scontro tra la placca europea e la placca africana sono emerse le rocce innalzandole ad oltre 3000 metri sopra il livello del mare.  Prendono il nome dal geologo francese Dieudonné Dolomieu che scoprì le proprietà della dolomia, una roccia calcarea ricchissima di dolomite, presente in questa catena montuosa, che dona alle montagne un colore bianco particolare, anche se all’alba e soprattutto al calar del sole questa roccia assume un colore che va dal rosato al rosso fuoco a causa del fenomeno dell’enrosadira. Grazie ai paesaggi mozzafiato, monumentali e carichi di colorazioni, le Dolomiti hanno da sempre attirato una moltitudine di viaggiatori e sono stati fonte di innumerevoli interpretazioni scientifiche e artistiche dei loro valori.

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Le montagne risaltano come guglie, alcune isolate, altre unite a formare estesi paesaggi. Non è un caso che il territorio delle Dolomiti abbia coniato il nome all’archetipo “paesaggio dolomitico”. La zona alla quale è stato attribuito il riconoscimento Unesco copre 141.903 ettari di territorio di Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia e cinque province: Trento, Bolzano, Belluno, Pordenone e Udine, includendo diciotto vette che si innalzano oltre i 3.000 metri. I gruppi montuosi interessati vanno dalle Dolomiti di Brenta al gruppo formato dal Catinaccio e dal Latemar; dalle Dolomiti di Sesto alle Pale di San Martino; dal massiccio della Marmolada al gruppo composto da Pelmo e Croda da Lago, per arrivare alle Dolomiti Friulane, le più orientali di tutte. Se le Corbusier, uno dei più noti architetti del Novecento, le ha definite “la più bella opera architettonica del mondo”, bisogna dargli ragione.
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