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Palazzo San Giorgio, la storia di Genova tra due facciate

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Palazzo San Giorgio Aggiornato il 20 Gennaio 2015
di giulia mattioli
Il maestoso edificio ha un lato medievale e uno rinascimentale, ed è oggi sede dell’Autorità Portuale

Ad Oriente è Medioevo, ad Occidente Rinascimento: Palazzo San Giorgio, uno degli edifici storici più importanti della città di Genova, racconta la storia del capoluogo ligure attraverso le sue mura perimetrali. Che a ben osservare portano anche testimonianze settecentesche, mentre al loro interno viene custodito un importante archivio dell'ottocento. Insomma, come spesso accade negli edifici antichi di un paese pregno di storia e di arte come l’Italia, le tracce delle epoche si leggono tra le pietre e gli stucchi che ne forgiano gli stili, immortalando le vicissitudini della città che li ospitano.

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Palazzo San Giorgio racconta la storia di Genova dal 1200 ad oggi, e continua a raccontarla, essendo attualmente la sede dell’Autorità Portuale. Fatto edificare nella metà del 1200 per divenire la sede del Comune su progetto di Frate Oliverio, architetto e monaco cistercense, sorse dove un tempo si trovava la riva del mare. Divenne negli anni la sede delle dogane e del Banco di San Giorgio, una sorta di antesignana della banca centrale. Ampliato nel 1500, subì un ultimo ampio restauro nell’Ottocento e un altro nel Novecento, quando ufficialmente diventò sede dell’Autorità Portuale.

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Dal punto di vista estetico, il Palazzo è estremamente affasciante per un appassionato di arte e architettura italiane. La parte esposta ad est, ovvero quella rivolta verso il Porticato di Sottoripa è un tipico edificio duecentesco con mattoni rossi a vista coronati da una merlatura ghibellina e basamento in pietra. Presenta un ampio portico attraverso il quale si apre quella che all’epoca era l’entrata principale, decorato da mascheroni di stile gotico provenienti da un palazzo veneziano a Costantinopoli. L’aspetto odierno è quello che le fu conferito durante il restauro dell’Ottocento, all’epoca in cui ancora presentava un affresco raffigurante San Giorgio e il Drago, uno dei simboli della Repubblica Marinara. La parte ovest del palazzo è invece frutto dell’ampliamento realizzato nel ‘500 (in diverse fasi ma la più importante avvenne nel 1571), ed è un’ala aggiunta su via della Mercanzia, dove oggi affaccia l’ingresso principale. La facciata è completamente ricoperta di affreschi, in origine realizzati da Lorenzo Tavarone, tra cui spicca un San Giorgio a cavallo che uccide il Drago, ma si tratta di opere ricalcate nel Novecento in quanto gli affreschi seicenteschi erano scomparsi. Degna di nota l’edicola settecentesca in marmo e stucco posizionata sulla facciata ovest dell’ala cinquecentesca. Internamente, Palazzo San Giorgio ospita saloni con statue, affreschi, dipinti, opere di architettura d’interni (colonne, camini) di valore, bassorilievi.

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Non è strano quindi, data la ricchezza storico-artistica dell’edificio, che Touring Club Italiano lo abbia inserito tra le bellezze del Patrimonio Italia semi-sconosciute. Fra gli aneddoti che lo arricchiscono inoltre, il palazzo fu per un periodo (XIII secolo) sede del carcere in cui fu imprigionato Marco Polo, e proprio dalla cella egli dettò al compagno di prigionia Il Milione.