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Napoli, quelle ‘macchine anatomiche’ leggendarie

Due corpi umani esposti in una cappella seicentesca: sono veri oppure no?

Panorama di Napoli
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Napoli
La Cappella Sansevero è uno dei musei più visitati di Napoli. Il suo Cristo Velato attira, da solo, migliaia di visitatori ogni settimana. Ma è scendendo ai piani interrati che la chiesa (sconsacrata) sbalordisce: perché dopo un’immersione nella più elaborata arte barocca ci si ritrova di fronte a due corpi umani scarnificati. Sì, due macchine anatomiche, custodite nella cavea del museo, che mettono in esposizione l’apparato circolatorio umano su un uomo e su una donna.

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Realizzati in modo talmente minuzioso da essere considerati veri per anni, i due corpi sono in realtà modelli, commissionati da Raimondo di Sangro, principe di Sansevero. Li plasmò un anatomista palermitano, nella seconda metà del 1700. Accanto a loro, anche una terza macchina anatomica faceva parte della ‘collezione’: un feto dentro la placenta, che tuttavia è stato rubato in epoca recente. Eppure, per la gente del posto i dubbi sulla veridicità di questi corpi rimasero (e rimangono), perché la storia di Raimondo di Sangro si lega all’alchimia. Si narra che l’uomo e la donna fossero in realtà due servitori del principe, che egli usò come cavie umane per i suoi esperimenti. Iniettando una soluzione che egli stesso avrebbe inventato, riuscì a ‘mummuficare’ i due sventurati trasformandone il sangue in metallo.

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La leggenda è stata tramandata anche da fonti autorevoli quali Benedetto Croce, nei suoi Scritti di storia letteraria e politica. Altri studiosi attribuiscono all’anatomista stesso il delitto: egli li avrebbe inviati al principe già ‘mummificati’. La verità storica è emersa in tempi recentissimi, perché solo nel 2008 gli attuali proprietari della cappella hanno autorizzato alcuni studiosi ad analizzare le due macchine anatomiche. E’ emerso che l’apparato circolatorio è realizzato con fili metallici (e colorato con cere). Ma la struttura ossea dei due corpi è, effettivamente, umana. Due scheletri veri. Successivi esami, condotti nel 2014, hanno confermato questa lettura, anche se è nata una controversia: secondo i primi studiosi, provenienti dall’University College di Londra, l’apparato circolatorio presenta delle imperfezioni che impedirebbero la vita di una persona. Secondo gli studiosi dell’Ospedale di Napoli invece, sarebbero compatibili con l’esistenza umana. Insomma, anche a distanza di secoli le macchine anatomiche continuano ad esercitare fascino e ad essere avvolte da un velo di mistero.
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