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Museo ombrello e parasole Gignese

Musei curiosi: l’ombrello e il parasole in mostra

Il Museo dell’Ombrello tra curiosità, chicche e una particolare storia del costume

ombrello colorato
istockphotos
Ombrello
A Gignese, sul Lago Maggiore, c’è un curioso museo che potrebbe rivelarsi una scoperta davvero interessante per gli appassionati di cimeli e storia della moda e del costume. Si tratta dell’unico museo al mondo dedicato agli ombrelli e ai parasole, ed è una ricca collezione che ripercorre la storia di un oggetto di uso comune in una prospettiva particolare. Il Museo dell’Ombrello e del parasole espone centinaia di pezzi unici e antichi, alcuni dei quali di notevole pregio e valore storico.

Ci sono ombrelli appartenuti a nobildonne e regine, o quello di Giuseppe Mazzini, per esempio. Esemplari di particolare fattura, con impugnatura d’avorio, di madreperla, legni pregiati intagliati, ombrello in fibra di cocco, in seta, ricamati e realizzati a mano dai primi ombrellai. Una parte del museo è proprio dedicata ai maestri artigiani che realizzavano gli ombrelli, alle loro prime rudimentali strumentazioni, agli attrezzi e alle botteghe. Tra le curiosità che qui si possono scoprire, il linguaggio segreto degli ombrellai: per custodire i segreti del mestiere, gli artigiani del Vergante, l’area collinare in cui si trova il museo, avevano inventato un loro codice linguistico.

Altra curiosità, il fatto che il parasole è nato ben prima dell’ombrello. Ovvero, proteggersi dal sole è stata l’esigenza da cui si è generato questo oggetto, non proteggersi dalla pioggia. Questo accadeva perché le nobildonne dovevano proteggere la loro pelle dai raggi del sole: la tintarella un tempo era infatti segno di appartenenza ad un ceto sociale proletario, quello dei contadini e dei lavoratori.

Ecco che le dame per non prendere sfumature brunite si riparavano con oggetti di pregevole fattezza come i parasole. I primi ombrelli erano di seta, e difatti il Museo è impegnato in un delicato lavoro di conservazione degli esemplari più pregiati. Successivamente arriva anche l’ombrello, e con esso si arricchisce il mondo degli accessori. I primi porta ombrello per esempio erano bastoni da passeggio in cui infilare l’oggetto per riparare dalla pioggia. Un museo curioso, che ripercorre per immagini e oggetti storici un accessorio comune ma per molti versi prezioso.
 
 

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