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Molise, Castel San Vincenzo tra lago e monastero

Il borgo molisano è stato una delle località più importanti della zona come testimonia l'abbazia

Abbazia di Castel San Vincenzo
©iStockphoto
Molise, abbazia Castel San Vincenzo
Il Molise è una di quelle regioni che nasconde tesori inaspettati, per lo più sconosciuti alla maggior parte dei visitatori che si sofferma sempre tra i canonici itinerari. Eppure vale la pena perdersi tra le infinite suggestioni dei piccoli borghi incorniciati in una natura mozzafiato. E’ il caso di Castel San Vincenzo, la località molisana più importante del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. E’ un piccolo gioiello architettonico che permette di respirare quelle atmosfere medievali sospese nel tempo. Si trova ai piedi delle Mainarde e si affaccia sul lago omonimo creato alla fine degli Anni Cinquanta per scopi idroelettrici. Oggi conta poche centinaia di abitanti ma in passato era una delle città più importanti della zona, come testimoniano le attrazioni più importanti che sono il Monastero di San Vincenzo al Volturno, l’area archeologica in cui spicca la Cripta di Epifanio e la duecentesca Fontana Fraterna eretta in Piazza Celestino V.

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A cui si aggiungono la Chiesa di San Francesco dal bel portale romanico e quella di Santa Maria Assunta, oltre alla Cattedrale e alla Chiesa di Santa Chiara. Tanto da vedere, dunque, sopratutto nell’antico complesso monastico di cui rimangono tracce di mura e un colonnato con arcate dell’insediamento romano. L'abbazia, tra momenti di prosperità e periodi bui, ancora oggi conserva pregevoli opere. Oltre al monastero il complesso si divide in una Basilica e in una cripta separata: in origine i tre edifici erano collegati dalle mura. La Cripta di Epifanio ha una forma a croce greca, è coperta da una volta a botte ed è decorata da un ciclo di affreschi che risulta essere tra i più importanti della pittura altomedievale europea.

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Il Refettorio conserva uno splendido pavimento in laterizi e alle sue spalle si trova l’ambiente chiamato Sala dei Profeti, per la raffigurazione pittoresca in cui compaiono personaggi in piedi disposti in fila che rappresenterebbero i dodici apostoli. In questa zona della struttura si suppone ci fossero il lavabo collettivo dei monaci e gli spazi dedicati alle cucine. Poco oltre è possibile vedere il complesso della Basilica di San Vincenzo Maggiore, che, oltre alla basilica, comprende i resti di una serie di officine e la Cappella di Santa Restituta. C’è poi il complesso dell’Abbazia Nuova, risalente al XII secolo ma ricostruito interamente dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale: qui è la Cripta di Giosuè ad attirare l’attenzione per la presenza di decorazioni pittoriche.
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