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Minturno linea gustav sito archeologico

Minturno, il paese che visse due volte

Molte vicende storiche sono impresse in questa cittadina del basso Lazio

Minturno
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Rovine di Minturnae
Per gli appassionati di storia italiana una visita a Minturno può dare molte soddisfazioni. Tra archeologia e storia moderna, fasti antichi e terribili vicende legate alla guerra, il paese del basso Lazio garantisce un vero tuffo nella memoria, e nelle sue stratificazioni. Si trova proprio al confine tra Lazio e Campania, sulle rive del fiume Garigliano che ne traccia la divisione geografica e affacciato sul Mar Tirreno. Un paese che si è ritrovato ad essere protagonista della storia in diverse occasioni. Distrutto e rinato una, due, mille volte. 
 
In principio fu Minturnae, porto marittimo di notevole rilievo. Possibile che si trattasse di una delle città confederate che formavano la Pentapoli Aurunca, fondata dagli Aurunci e distrutta ai Romani nel 315 a.C. Data la posizione ottimale sulla via d’acqua fluviale e sul mare, i Romani pensarono bene di ricostruirla, e renderla una città-porto. Fu nell’alto Medioevo che Minturnae venne nuovamente distrutta dai Longobardi, ma rinacque sotto le spoglie di Traetto, ovvero l’insediamento che gli abitanti ricostruirono per rifugiarsi in seguito alla distruzione. Traetto, che riprese il nome di Minturno solo sul finire del 1800, fu a sua volta teatro di conquiste e dispute feudali fino all’Ottocento. Occupata dalle truppe napoleoniche, fu assalita ed espugnata in molte occasioni; divenne Borbonica fino all’Unità d’Italia. Minturno torna sotto i riflettori durante la Seconda Guerra Mondiale. Siamo sul finire del conflitto, gli Alleati sbarcano in Italia e fanno retrocedere le truppe tedesche sfondando la Linea Gustav. Ebbene, Minturno si trova proprio sulla linea Gustav, ed è teatro per mesi di alcuni dei combattimenti più estenuanti, tragici, cruenti ma anche fondamentali dal punto di vista militare del conflitto. Minturno ha guadagnato una Medaglia d’oro al merito civile per gli “innumerevoli esempi di amore alla Patria e di nobile spirito di sacrificio” dei suoi cittadini. 
 
Mille vite insomma. Che vi abbiamo riassunto nel minimo indispensabile di parole, ma ogni epoca richiederebbe un approfondimento a sé. Ma cosa rimane da vedere di tutto ciò? Innanzitutto, Minturnae è oggi un interessante complesso archeologico, con un ampio teatro romano, il foro, templi, tabernae, case, un tratto originale della Via Appia che da qui passava. Il Museo adiacente alla cavea del teatro espone reperti come statue, monete, epigrafi. Una parte di acquedotto è ben visibile nei pressi del complesso. Anche dell’epoca Borbonica c’è una testimonianza importante, ovvero il primo ponte con tiraggi a catene di ferro mai costruito in Italia. E’ noto come il Ponte Pensile, o Ponte Real Ferdinando, e attraversa il fiume Garigliano. C’è invece una Campana a testimonianza dell’arrivo dei Bersaglieri impegnati nell’unificazione d’Italia. Nell’area archeologica si trova anche un bunker tedesco. Infine, un enorme cimitero di guerra accoglie gli oltre 2000 caduti inglesi della Seconda Guerra Mondiale. Insomma, una visita a Minturno permette di approfondire molte vicende storiche importanti italiane, una meta che varrebbe la pena considerare nei ponti di primavera.
 
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