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Recanati il Colle dell'Infinito di Leopardi 

Marche, l'Ermo Colle di Leopardi tra paesaggio e poesia

Grazie ad un progetto curato dal FAI il colle dell'Infinito sarà fruibile anche per esperienze spirituali

Orto delle Monache
©FAI Fondo Ambiente Italiano
Recanati, l'Orto delle Monache sul Colle dell'Infinito
Il celebre “ermo colle” tanto caro al Leopardi, uno spazio fisico definito e chiuso ma che suscita per contrasto il concetto dell’infinito, verrà valorizzato dal FAI, Fondo Ambiente Italiano. La Fondazione nazionale senza scopo di lucro che dal 1975 ha salvato, restaurato e aperto al pubblico importanti testimonianze del patrimonio artistico e naturalistico italiano, ha infatti firmato un importante accordo con il Comune di Recanti, il Centro Nazionale di Studi Leopardiani e il Centro Mondiale della Poesia e della Cultura Giacomo Leopardi. Oltre alla valorizzazione culturale il Fai provvederà alla gestione del sito con il spazi che comprendono anche l’Orto delle Monache. Il progetto mette in relazione i due aspetti del Colle, quello paesaggistico e quello filosofico, poetico e spirituale, per un lavoro di tutela, conservazione e promozione del patrimonio immateriale costituito dal pensiero e dalla sensibilità di Giacomo Leopardi.

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Ecco quindi un tassello in più per vivere a pieno le emozioni che suscitano i luoghi leopardiani, con particolare attenzione al piccolo orto-giardino sul colle di Recanati adiacente alla casa del poeta. Come afferma il sindaco, l’accordo parte dalla necessità di affidare un ruolo preciso a un luogo che l’arte e la poesia hanno reso eterno, in un progetto di recupero ambientale e di forte rilancio culturale. Il progetto si propone di restituire all’orto-giardino, cuore del Colle dell’Infinito, la sua funzione originaria, di spazio scarno, essenziale, privo di ogni elemento di rilievo, distrazione e spettacolarità, chiuso verso l’esterno, per permettere al visitatore una riflessione individuale e rivivere, con i propri mezzi e la propria sensibilità, l’esperienza interiore di Leopardi.

Sono le basi per quello che potrebbe essere definito come un “esercizio spirituale”, reso possibile grazie alla vocazione originaria e alla tutela dell’identità storica del colle. L’obiettivo è restaurare il luogo con le sue piante, i muretti, il prato, gli orti, le siepi e renderlo regolarmente e facilmente fruibile dal pubblico, mantenendolo comunque il più possibile semplice e discreto. Parallelamente si lavorerà alla valorizzazione del patrimonio culturale, spirituale ed emotivo che quel luogo è capace di suscitare in tutti coloro che lo visitano. All’interno del Centro Nazionale di Studi Leopardiani, uno spazio sarà restaurato e riallestito a cura del FAI, e proporrà una breve e semplice presentazione della vicenda filosofica e spirituale di Leopardi e dei suoi scritti.
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