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Marche, l'Ermo Colle di Leopardi tra paesaggio e poesia

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Orto delle Monache sul Colle dell'Infinito, Recanati  Aggiornato il 08 Ottobre 2017
di f. g. 
Grazie ad un progetto curato dal FAI il colle dell'Infinito sarà fruibile anche per esperienze spirituali

Il celebre “ermo colle” tanto caro al Leopardi, uno spazio fisico definito e chiuso ma che suscita per contrasto il concetto dell’infinito, verrà valorizzato dal FAI, Fondo Ambiente Italiano. La Fondazione nazionale senza scopo di lucro che dal 1975 ha salvato, restaurato e aperto al pubblico importanti testimonianze del patrimonio artistico e naturalistico italiano, ha infatti firmato un importante accordo con il Comune di Recanti, il Centro Nazionale di Studi Leopardiani e il Centro Mondiale della Poesia e della Cultura Giacomo Leopardi. Oltre alla valorizzazione culturale il Fai provvederà alla gestione del sito con il spazi che comprendono anche l’Orto delle Monache. Il progetto mette in relazione i due aspetti del Colle, quello paesaggistico e quello filosofico, poetico e spirituale, per un lavoro di tutela, conservazione e promozione del patrimonio immateriale costituito dal pensiero e dalla sensibilità di Giacomo Leopardi.

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Ecco quindi un tassello in più per vivere a pieno le emozioni che suscitano i luoghi leopardiani, con particolare attenzione al piccolo orto-giardino sul colle di Recanati adiacente alla casa del poeta. Come afferma il sindaco, l’accordo parte dalla necessità di affidare un ruolo preciso a un luogo che l’arte e la poesia hanno reso eterno, in un progetto di recupero ambientale e di forte rilancio culturale. Il progetto si propone di restituire all’orto-giardino, cuore del Colle dell’Infinito, la sua funzione originaria, di spazio scarno, essenziale, privo di ogni elemento di rilievo, distrazione e spettacolarità, chiuso verso l’esterno, per permettere al visitatore una riflessione individuale e rivivere, con i propri mezzi e la propria sensibilità, l’esperienza interiore di Leopardi.

Sono le basi per quello che potrebbe essere definito come un “esercizio spirituale”, reso possibile grazie alla vocazione originaria e alla tutela dell’identità storica del colle. L’obiettivo è restaurare il luogo con le sue piante, i muretti, il prato, gli orti, le siepi e renderlo regolarmente e facilmente fruibile dal pubblico, mantenendolo comunque il più possibile semplice e discreto. Parallelamente si lavorerà alla valorizzazione del patrimonio culturale, spirituale ed emotivo che quel luogo è capace di suscitare in tutti coloro che lo visitano. All’interno del Centro Nazionale di Studi Leopardiani, uno spazio sarà restaurato e riallestito a cura del FAI, e proporrà una breve e semplice presentazione della vicenda filosofica e spirituale di Leopardi e dei suoi scritti.