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Fotografia, rassegne, Estate

In vacanza con l'arte: le più belle mostre di fotografia

Steve McCurry, Vivian Maier ed Henri Cartier-Bresson: i protagonisti dell'estate

Steve McCurry 
©Steve McCurry
Steve McCurry - Nuristan, Afghanistan, 1979
Sbarca a Sansepolcro Icons la fortunata mostra di Steve McCurry che rimarrà visitabile negli spazi del Museo Civico fino al 5 novembre. Dall'India alla Birmania, dal Giappone all'Africa, fino al Brasile le foto  di Steve McCurry fanno entrare lo spettatore in contatto con le etnie più lontane e con le condizioni sociali più disparate, mettendo in evidenza una condizione umana fatta di sentimenti universali e di sguardi la cui fierezza afferma la medesima dignità. Con le sue foto l'artista ci consente, infatti, di attraversare le frontiere e di conoscere da vicino un mondo che è destinato a grandi cambiamenti.
 
Nella Loggia degli Abati di Palazzo Ducale è possibile visitare la retrospettiva “Una fotografa ritrovata” dedicata alla  Street Photographer Vivian Maier. In mostra oltre 120 scatti della “tata” più famosa d'America. Bambinaia per le famiglie benestanti di New York e Chicago sino dai primi anni Cinquanta del secolo scorso, la Maier per oltre cinque decadi ha fotografato la vita nelle strade delle città in cui ha vissuto senza mai far conoscere il proprio lavoro. Mai una mostra, neppure marginale, mai una pubblicazione. Ciò che l'artista ha dunque lasciato è un archivio sterminato che è stato confinato in un magazzino. Il materiale è stato poi confiscato nel 2007, per il mancato pagamento dell’affitto, e quindi scoperto dal giovane John Maloof in una casa d’aste di Chicago. 
 
La Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Raffaele De Grada di San Gimignano propone la mostra Henri Cartier-Bresson Fotografo che raccoglie 140 scatti del grande maestro. L'evento nasce per far immergere il pubblico nel suo mondo e scoprire il carico di ricchezza di ogni sua immagine, testimonianza di un uomo consapevole, dal lucido pensiero, verso la realtà storica e sociologica. Ricordiamo infatti che le fotografie di Cartier-Bresson colgono la contemporaneità delle cose e della vita. I suoi scatti testimoniano la nitidezza e la precisione della sua percezione e l’ordine delle forme, componendole geometricamente solo però nel breve istante tra la sorpresa e lo scatto. L'immagine deriva così da una percezione subitanea e afferrata al volo, priva di qualsiasi analisi, una sorta di riflesso che gli consente di cogliere appieno quel che viene offerto dalle cose esistenti.
 
 
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