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Duomo di Berceto Parma Graal mistero 

Il mistero del Duomo di Berceto

Una tomba misteriosa, simbologie peculiari e soprattutto un calice dall’ignota provenienza: cosa nasconde questa chiesa sulla Via Francigena

Facciata duomo
Wikimedia
Duomo di Berceto - Davide Papalini - Opera propria CC BY-SA 3.0
Lungo la Via Francigena, all'altezza della provincia di Parma, sorge uno dei numerosi luoghi di culto che punteggiano il famoso percorso, il quale segna una tappa particolarmente ricca di mistero. Il Duomo di San Moderanno, o Duomo di Berceto, è infatti una chiesa di tipo romanico di particolare bellezza e valore storico, ma non è solo per queste ragioni che la si visita. 

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Nel 1971 infatti alcuni scavi – effettuati per lavori di consolidamento - rivelarono la presenza di una tomba sotto il presbiterio, completamente priva di diciture o indicazioni che facessero capire chi era lì sepolto, ma con ogni probabilità antecedente al XI secolo. La posizione rilevante rispetto alla chiesa e la modestia del sepolcro fanno presumere una sepoltura monacale, ma non è l'unico mistero che custodisce il Duomo: all’interno della tomba è stato infatti ritrovato un manufatto particolarissimo, un calice di rara bellezza e raffinatezza. Di vetro molto sottile, la coppa è particolarmente fragile, mentre il piede e la base rivelano una soffiatura fatta ad arte, raffinata ed elegante: un oggetto pregiato, che è giunto sino ad oggi in tutta la sua magnifica iridescenza, ma che non ha una storia definitivamente raccontabile.

Davide Papalini - Opera propria - Duomo di Berceto, Emilia Romagna, Italia CC BY-SA 3.0
 
Non è difficile immaginare l’associazione con il Sacro Graal, la coppa dell’ultima cena di Gesù, ipotesi che avvolge di una particolare fascinazione il Duomo di Berceto, ma la chiesa non finisce qui di stupire: altro dettaglio degno di nota, e non poco peculiare, è il bassorilievo che capeggia sull’entrata principale. Si tratta di una scena della crocifissione, con la particolarità di Cristo ad occhi spalancati, e un bambino che raccoglie le gocce del suo sangue dentro un grande vaso, oltre che varie figure allegoriche alla base della decorazione. Il riferimento alla presenza del Graal all’interno della chiesa appare se non evidente per lo meno un’ipotesi da azzardare, anche perché quel luogo preciso sarebbe stato indicato proprio da un fatto soprannaturale: nel 718 il vescovo di Rennes, Moderanno, partì in pellegrinaggio alla volta di Roma, e lungo il suo cammino acquistò alcune reliquie di San Remigio, conservate a Reims. Giunto in prossimità di Berceto, nel parmense, si fermò a riposare e appese il sacchetto con le spoglie al ramo di un albero, dove lo dimenticò: tornato sui suoi passi, si accorse con stupore che il ramo era incredibilmente cresciuto, tanto da rendere impossibile il recupero delle spoglie. Solo quando Moderanno promise di lasciare le reliquie in quel luogo, l’albero si abbassò di nuovo: l’anno successivo venne eretto un monastero sul suolo miracoloso, che negli anni divenne l’attuale Duomo, completamente ricostruito nel XII secolo.

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Il calice misterioso è conservato nel Museo del duomo, assieme a numerosi altri reperti ritrovati sul luogo di notevole importanza storica, come stendardi, crocifissi, statue di valore devozionale, reliquari, statue lignee, calici, frammenti lapidei longobardi.
 
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