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Grotta Mangiapane Sicilia borgo roccia

Grotta Mangiapane, in Sicilia il borgo nella roccia

Incastonato in una grotta, un minuscolo e pittoresco caseggiato dove il tempo si è fermato

Grotta Sicilia
istockphotos
Grotta Mangiapane
L’Italia è punteggiata da nord a sud di borghi spettacolari, piccole gemme che racchiudono storia, cultura, tradizioni e che gli anni non hanno scalfito. Alcuni sono davvero particolari, come quello custodito tra le pareti della Grotta Mangiapane, minuscolo caseggiato che si può visitare in tutta la sua curiosa suggestione. La caverna che ospita questo borgo fa parte delle Grotte di Scurati, che si trovano in Sicilia nella provincia di Trapani. 
 
All’interno di questa apertura rocciosa di circa 50 metri di profondità e 70 di altezza hanno trovato rifugio alcuni agricoltori e allevatori sin dalla fine dell’800. In particolare fu la famiglia Mangiapane a stabilirsi nella grotta, battezzandola col loro cognome e costruendo all’ingresso dell’anfratto le loro abitazioni, stalle e persino una piccola cappella. Le costruzioni basse e quadrate si mimetizzano con i colori delle rocce, creando un meraviglioso ‘presepe’ che sembra scolpito. Non a caso, oggi che il borghetto è disabitato viene utilizzato durante le feste natalizie per allestirvi il presepe. 
 
Le casette dei Mangiapane sono disabitate dagli anni ’50, ma, dopo un intervento di restauro, sono state aperte al pubblico in quanto Museo Vivente grazie anche ad uno degli eredi della famiglia. Mantenendo infatti gli arredi, la disposizione degli utensili e degli strumenti da lavoro, è stato creato un percorso espositivo che illustra la vita semplice di un tempo, una sorta di piccolo musei dei mestieri antichi. Passeggiando nel borgo-museo si può tornare indietro nel tempo, immersi in un’atmosfera assolutamente unica, oltre che ammirare un panorama mozzafiato sul mare del Golfo di Erice, circondati dai massicci rocciosi dell’entroterra siculo. 
 
Curiosamente, i Mangiapane non sono stati i primi residenti della grotta. Le prime tracce di abitanti di questo ed altri anfratti nell’area risalgono al paleolitico. Sono stati ritrovati diversi reperti preistorici, tra cui ossa animali e denti, ma anche strumenti in ossidiana, selci e pitture rupestri, alcuni dei quali visibili presso il museo Pepoli di Trapani. 
 
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