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Venezia luoghi segreti Casino Venier

Casino Venier, luogo di ritrovo e sollazzo segreto

Un suggestivo ambiente barocco in cui la nobiltà veneziana si ritrovava per dedicarsi al gioco e ai piaceri della vita

Casino Venier
Di Geraud di Wikipedia in italiano - Trasferito da it.wikipedia su Commons., CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.ph
Salotto del Casino Venier
Immaginate la Venezia del '600 e del '700. Quella barocca, sfarzosa, ricca. Erano gli ultimi bagliori della Serenissima, ma brillavano immensamente. Teatro, arte, musica, lirica, feste, opulenza, euforia. E gioco d'azzardo. In questo contesto di esaltazione del divertimento, cominciano a proliferare i casini, luoghi di ritrovo, sollazzo, gioco. Già noti nel cinquecento, ma è con l'epoca barocca che si moltiplicano fino a diventare oltre il centinaio nella città lagunare. Anche noti come ridotti, diventano a breve i luoghi preferiti dai nobili e gli aristocratici veneziani, che li frequentavano indossando una maschera, per poter giocare e lasciarsi andare ai piaceri 'terreni' in totale privacy. Uno dei più noti ed esteticamente suggestivi, è il Casino Venier, vera 'chicca' della Venezia meno nota. 
 
Oggi gestito dall'Alliance Francaise, il Casino Venier (o Ridotto Venier) si trova in un edificio tutto sommato anonimo, non lontano da Piazza San Marco. Fu la moglie del Procuratore Venier, Elena Priuli, a gestirlo, rendendolo uno dei circoli più frequentati dell'epoca. Ancora intatto nelle sue ricchissime decorazioni, presenta pavimenti e camini in marmo, porte e armadi in radica di legno con maniglie in bronzo, stucchi, affreschi, maioliche, stemmi, amorini, opulenti tessuti. Evidente l'attenzione che si dedicava alla privacy, visto lo spioncino a pavimento (un tassello mobile che permetteva di vedere chi stava per salire al piano), le stanzette segrete, porte nascoste che permettevano di scendere in strada senza passare dall'ingresso principale. E uno speciale balconcino che permetteva di osservare la calle sottostante senza essere visti. 
 
Nato come circolo per serate letterarie, è evidente che il suo uso ad un certo punto mutò. I primi ridotti (il 'ridotto' era la stanza del teatro in cui il pubblico si intratteneva prima e dopo lo spettacolo) nascono per ovviare alla stretta che il governo della Serenissima stava dando al gioco d'azzardo. Il bar e i locali pubblici all'epoca non esistevano, ed ecco che il divertimento serale, post teatro, si trasferì in queste 'piccole case'. Nel tempo si moltiplicarono, specialmente attorno alla zona di Piazza San Marco dove si trovavano i teatri. E' da una sorta di evoluzione dei casini che nasce il primo casinò di Venezia, quello di Palazzo Dandolo, considerato la prima casa da gioco ufficiale al mondo. Il Governo concesse infatti la licenza ad un solo luogo per cercare di arginare il fenomeno. Ma non ci riuscì: i documenti riportano che nel 1744 erano presenti ben 118 casini in città. Il Ridotto Venier è uno dei più suggestivi dal punto di vista architettonico, ma non è l'unico rimasto, anche se molti sono stati tramutati in stanze e ambienti di hotel di lusso. 
 
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