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Capodanno 2018 musei e mostre

Capodanno nei musei: 4 modi di brindare con l'arte

A Forte di Bard una proposta esclusiva che coniuga arte ed intrattenimento. 

Nathan Isaevi? Altman
Ufficio Stampa CMS Cultura
Nathan Isaevi? Altman - Ritratto della poetessa Anna Akhmatova
Fino al prossimo 7 gennaio il Forte di Bard presenta la mostra del World Press Photo, il più importante riconoscimento internazionale di fotogiornalismo che premia le immagini dei più grandi fotoreporter. La mostra mette in scena gli scatti che nel 2016 hanno documentato e illustrato gli avvenimenti del nostro tempo sui giornali di tutto il mondo. Ricordiamo che domenica 31 dicembre una proposta esclusiva coniugherà arte, cultura ed intrattenimento. La formula all inclusive al Forte di Bard prevede un aperitivo di benvenuto, la visita alle mostre Da Raffaello a Balla. Capolavori dell’Accademia Nazionale di San Luca e World Press Photo 2017, il cenone servito nel ristorante La Polveriera e dopo il brindisi di mezzanotte, il concerto del The Quartetto Euphoria. 
 
S'intitola “Made in New York. Keith Haring, (Subway drawings) Paolo Buggiani and co. La vera origine della Street Art” la rassegna che a Palazzo Medici Riccardi racconta l'incontro fra Keith Haring e Paolo Buggiani con un’ampia selezione di opere di entrambe gli artisti. Sullo sfondo della New York dei primi anni Ottanta, i due artisti infatti si conoscono in quel cortocircuito che mescolava ambientazioni urbane a sperimentazione artistica. L’italiano percepisce la genialità e il talento di Haring, tanto da staccare dai muri e conservare una cinquantina di Subway drawings, ovvero le prime opere in gessetto realizzate sulle affissioni nere che coprivano le pubblicità scadute.
 
Gli effetti della Rivoluzione Russa sulle opere degli artisti dell'Unione Sovietica sono al centro dell'importante mostra Revolutija: da Chagall a Malevich, da Repin a Kandinsky. Capolavori dal Museo di Stato Russo di San Pietroburgo che rimarrà aperta al Mambo fino al 13 maggio 2018. 
Le avanguardie russe precedettero, infatti, la rivoluzione di ottobre del 1917, ne furono coinvolte e per un decennio ne condivisero ed esaltarono le idee. Gli artisti russi però non si accontentarono di accogliere le nuove esperienze occidentali, ma cercarono di svolgerle ulteriormente e originalmente. La mostra intende mettere in luce quante e quali, e così diverse tra loro, arti nacquero in Russia tra i primi del Novecento e la fine degli anni ’30.
 
Inaugura oggi a Palazzo Zevallos Stigliano la mostra “Da De Nittis a Gemito. I napoletani a Parigi negli anni dell’impressionismo”. Curata da Luisa Martorelli e Fernando Mazzocca l’esposizione ricostruisce i rapporti nella seconda metà dell’Ottocento tra Parigi, grande capitale mondiale della cultura moderna, e gli artisti attivi a Napoli. Nel corso di tutto il secolo, infatti, risulta particolarmente intensa, la presenza di pittori e scultori napoletani nella capitale francese che fisicamente o attraverso le opere inviate ai Salon e alle Esposizioni Universali davano il loro contributo allo sviluppo del modernismo.
 
 
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