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Vivaldi anniversario nascita

Antonio Vivaldi, 340 anni fa nasceva il Prete Rosso

Il compositore e violinista veneziano ha lasciato una musica immortale riscoperta dopo l'oblio

Violino e spartito
©iStockphoto
La musica di Vivaldi
Era il 4 marzo del 1678 quando a Venezia vide la luce colui che sarebbe passato alla storia per il colore dei suoi capelli, tanto da essere conosciuto come il Prete Rosso. Era Antonio Vivaldi, uno dei più celebri e conosciuti compositori italiani, le cui opere, immortali nel tempo, influenzarono altri personaggi illustri del suo tempo come Bach, Pisendel e De Fesch. Esponente di spicco del tardo barocco veneziano, come per molti altri colleghi del suo tempo, alla morte il suo nome e la sua musica caddero nell’oblio, fino a riemergere grazie alla ricerca di alcuni musicologi del XX secolo, che lo innalzarono ad essere uno dei compositori più noti e seguiti di tutti i tempi, grazie soprattutto ai quattro concerti per violino conosciuti come Le Quattro Stagioni.

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Della sua infanzia non si sa molto: fu probabilmente allievo del padre, ma anche del maestro di cappella in San Marco dal 1685 al 1690, e ricevette gli ordini minori fra il 1693 e il 1696. Nel 1703 venne ordinato prete ma una malattia molto misteriosa gli impedisce di esercitare il suo ministero e dopo un anno o due rinuncia alla messa: si sarebbe trattato di una forma di asma allora sconosciuta, analoga forse alla "strictura pectoris" dell'antica medicina. Dal 1703 al 1740 è maestro di violino e di composizione, poi "maestro dei concerti" e "maestro di coro" al Seminario musicale dell'Ospedale della Pietà, una delle quattro famose scuole di musica veneziane per ragazze orfane o abbandonate. Durante questo periodo il celebre violinista si assenta più volte da Venezia per recarsi a Mantova, a Roma dove incontra il Papa e visita diverse città anche straniere, soprattutto in Germania e nei Paesi Bassi, sia in qualità di violinista che di impresario delle proprie opere reclutando i cantanti, dirigendo le prove, controllando gli incassi.

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Erano infatti celebri ovunque le sue opere strumentali, soprattutto le "Quattro stagioni" e il superbo "Estro armonico”. Nel 1740 lascia ancora una volta Venezia, stavolta definitivamente, perché giunge a Vienna dove muore il 28  uglio del 1741, povero, solo e dimenticato. Quello che caratterizza la musica di Vivaldi è la sua brillantezza e l’invenzione melodica: ha dato forma e perfezione definitive al concerto solistico, confermando la divisione tripartita, rafforzando la contrapposizione del "tutti" e dei “soli" e introducendo nella parte dei solisti una intensa espressività, un lirismo personale che all’epoca si poteva trovare soltanto nell'aria d’opera. La fantasia e la vitalità della sua musica gli conferiscono una posizione privilegiata in vetta alle origini della sinfonia classica. 
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