È con lui che sboccia la primavera, è con lui che sulle tavole si riscoprono i colori luminosi della campagna bassanese che, nell'asparago, identifica la maggior parte della sua produzione agricola.
L'importanza che quest'ortaggio riveste sul territorio, ricco di tradizioni agricole è testimoniata anche dalla sensibilità poetica di chi ha composto questo sonetto in suo onore: «Un solco de tera nera/ fina/ xe 'l caldo leto/ dove i bianchi sparasi,/ vanto/ de'a terra de Bassan,/ se matura lenti/ prima d'esser trasformai,/da man esperte,/ in dolci boconi/ da sposor,/ co' l'ovo de ruspante..».
Bianco, croccante e dalle dimensioni pronunciate, questo asparago è conosciuto localmente anche con il nome di "mangiatutto", in quanto grazie all'assenza di parti di scarto, può essere consumato in tutta la sua interezza, magari abbinato alle uova sode nel tradizionale piatto "ovi e radici de can".
Sono queste le caratteristiche che motivano la maggior parte dei consumatori ad attendere con ansia il suo arrivo nei mercati, dove fa capolino da marzo fino a giugno, in quantità però non sufficiente rispetto alla domanda.
Sapore e fragranza derivano innnazitutto dalla tipologia di terreno dove avviene la coltivazione, localizzata nei comuni di Bassano del Grappa, Cartigliano, Cassola, Mussolente, Pove del Grappa, Romano D'Ezzelino, Rosà Rossano Veneto, cittadine in cui la terra, un tempo bagnata dal mare, si distingue per la sua ricchezza.
L'altro aspetto sul quale l'asparago di Bassano fonda la sua unicità è il colore bianco intenso, dovuto alla crescita del turione in assenza di luce, qualità che pare sia stata scoperta nel Cinquecento, quando un agricoltore, in seguito a una granditata che avrebbe distrutto buona parte del suo raccolto, decise di cogliere l'unica parte intatta dei turioni, ovvero quella che stava sotto terra.
Rendendosi conto che possedevano un sapore degno di nota, nelle annate successive decise di cogliere gli asparagi prima che spuntassero dal suolo ancora albini.
A supporto del colore del bassanese, esiste anche un'altra versione dei fatti che chiama in causa Sant'Antonio da Padova, investito del ruolo di diffusore delle sementi di questa varietà biancastra, importata dai suoi pellegrinaggi in Africa.
Lo profondità culturale di quest'ortaggio, nonché il suo valore qualitativo sono tutelati sul territorio dal Consorzio dell'Asparago di Bassano, promotore dell'evento Asparagi e dintorni, che si terrà a San Zeno di Cassola, dal 27 aprile al 7 maggio.

Articolo tratto da Il Sole 24ore del 19-04-2006