Seoul è una città con tante città dentro. E’ la “city” degli affari, dei grattacieli, dello skyline mozzafiato. Ma è anche la suggestione di una città antica, dove si respira l’aria di un passato che sembra ancora dietro l’angolo. Una capitale che racconta molto di quel che era, di quel che è e, forse, anche di quel che sarà questo paese. Per questo, Seoul merita di essere conosciuta, scoperta e amata.

La città è famosa per i suoi palazzi, splendide testimonianze del suo passato. Il più noto è il Palazzo Kyongbokkung, costruito all'inizio della dinastia Yi. La struttura è formata da una serie di edifici, tra cui una delle pagode più belle del paese e una enorme sala del trono a due piani. Bellissimo è anche il Palazzo Ch-anggyonggung,  che un tempo era la residenza estiva dei regnanti. Qui fu letta per la prima volta, nel 1919, la Dichiarazione d'Indipendenza, e i murali del parco sono dedicati al movimento per l'indipendenza. Il parco prende il nome dalla pagoda di marmo (t'apkol) che vi è ospitata. L'altro grande parco della città è il Namsan, a sud del centro cittadino. All'interno del quale si trova la Torre di Seul, per altezza la terza al mondo

Myông-dong è, invece, il centro nevralgico di Seul. Quando si cammina per le strade di questo quartiere, sembra che tutti siano giovani e pieni di energia. Le strade sono sempre affollatissime e contano una media di due milioni di persone al giorno che camminano tra bancarelle di vestiti, scarpe, cosmetici e negozi di moda. Il governo metropolitano di Seul ha creato una speciale zona turistica che comprende Myông-dong, il vicino mercato di Namdaemun e Pukchang-dong. Ciascuna di queste tre zone ha una sua speciale caratteristica: Namdaemun è specializzato in prodotti alimentari e accessori per abiti, Pukchang-dong in vitto, ristorantini e caffé, e Myông-dong nella moda.

Questo quartiere è diventato il centro vitale della città negli anni '50, quando le influenze occidentali nella letteratura, nel teatro, nella danza, nella musica e nell'arte penetrarono nel paese. Giovani artisti si sedevano nei caffé e nei bar a parlare di musica e di letteratura. Allora il Teatro Nazionale si trovava in zona ed era quasi l'unico teatro in cui venissero effettuate rappresentazioni. Era quindi un naturale centro di attrazione per gli artisti. Negli anni '70 Myông-dong divenne anche il centro della cultura giovanile, allora rappresentata da musica per chitarra e blue-jeans. Il quartiere non ha perso smalto e, anzi, dal 1990 è protagonista di un festival ad hoc: il Myông-dong Street Festival.

Organizzato dai commercianti, il festival si svolge per un periodo di 10 giorni in primavera e presenta sfilate di moda, dimostrazioni di make-up e di acconciature dei capelli, body painting e altre manifestazioni. Tanti anche gli eventi collaterali, come parate, offerte di assaggi di birra e di altre bevande, competizioni fra mangiatori di pizza, gare di canto, mostre di video e musica, concerti pop all'aperto, concerti di musica tradizionale e trasmissioni TV dal vivo.