"Benvenuti nella città del miracolo eucaristico". Così Bolsena accoglie l'ingresso dei visitatori, con un cartello che svela, tra le righe, il senso di un passato ricco di mistero e spiritualità. Recarsi nel piccolo borgo medievale i giorni intorno al 23 e 24 luglio può essere un modo indimenticabile per scoprirlo. In quei giorni, infatti, il cuore pulsante di Bolsena si anima di una delle più sentite e commosse manifestazioni di fede, la solennità di Santa Cristina di Bolsena, culminante nella tradizionale azione scenica dei cosiddetti "Misteri" – quadri plastici viventi – sulle piazze della città. Ma anche nei periodi di "normalità" non è difficile, per i visitatori che decidano di inoltrarsi lungo le strade interne, scoprire da soli la storia di quel miracolo così importante per la cittadina da essere evocato nell'insegna di benvenuto. Perché – parafrasando un noto detto riferito alla capitale romana – a Bolsena tutte le strade portano alla Basilica di Santa Cristina, proprio là dove l'espressione tangibile del prodigio eucaristico si rivela in tutta la sua veridicità. La Basilica custodisce, infatti, le spoglie della undicenne Cristina, martire cristiana e patrona di Bolsena, il cui supplizio di fede non rimase nel tempo sconsacrato, anzi sollecitò il papa Urbano IV ad istituire in tutto il mondo cattolico la festività del Corpus Domini. Il miracolo dell'eucaristia mutata in carne sanguinante durante la celebrazione della S. Messa è infatti intimamente collegato alla dolorosa vicenda della piccola martire, torturata dal suo stesso padre a causa della sua fede cristiana, che il sacerdote boemo Pietro da Praga aveva evocato a lungo il giorno prima della celebrazione, nell'anno 1264. Oltre le spoglie di Cristina la chiesa conserva alcune reliquie del miracolo, pezzi di marmi con i segni visibili del prodigio. La notte del 23 luglio la statua della Santa viene traslocata dalla Basilica alla Chiesa del Santissimo Salvatore e, durante il percorso, i bolsenesi fanno rivivere su palchi di legno – in forma muta ed immobile – gli episodi salienti del martirio. Alla mattina del 24 la statua viene riconsegnata alla sua Cattedrale. Quella che si svolge a Bolsena da quasi ottocento anni è una festa solenne tra folclore e religione, vera e propria reliquia vivente del dramma sacro. Oltre a Santa Cristina il lago è l'altro termine di un binomio inscindibile da sempre associato alla ridente cittadina del Lazio, che sorge proprio sulle rive del lago omonimo, sulla Via Cassia, a 100 Km da Roma. La vera peculiarità delle sue acque è che sono "potabili", un po' per la loro naturale trasparenza e purezza, un po' grazie al contributo di impianti di depurazione altamente tecnologici, un po' sarà anche l'aura miracolosa del luogo. Fatto sta che i pescatori usano ancora l'acqua del lago per cuocere la "sbroscia", caratteristica zuppa di pesce locale. Una vera chicca per i buongustai.